CURIOSITA'

 

 PILLOLE DI YOGA

Durante la respirazione fisiologica involontaria, in stato di riposo (circa 15 atti respiratori al minuto), è solo nella fase inspiratoria che si utilizza la muscolatura, mentre l'espirazione avviene passivamente.

 

Nella pratica verrà proposta la respirazione volontaria yogica completa, la quale prevede una prima fase diaframmatica, con tenuta del pavimento pelvico e della muscolatura addominale, successivamente verrà interessata la gabbia toracica lateralmente, mentre nella terza fase si eseguirà l’innalzamento della gabbia toracica con un’espansione verso l’alto.

 

Le 3 fasi non sono da considerarsi separate ma da effettuarsi in un movimento fluido continuo che ci ancora alla base mentre ci eleva verso l’alto. L’attenzione alle fasi respiratorie durante i movimenti o durante l’immobilità darà l’opportunità di verificare la grande opportunità della “dinamizzazione della colonna” dovuta alla respirazione consapevole.

 

Lo stile di vita moderno, sottoposto a innaturali stress psichici e fisici, conduce spesso a una respirazione limitata. In modo particolare, la maggioranza delle persone oggi esegue una respirazione toracica con carenza di espirazione, accelerata, superficiale e spesso orale. In pratica si è in inspirazione quasi permanente, con il diaframma fisso a riposo.

 

Ogni esercizio di rieducazione respiratoria deve partire da una presa di coscienza della propria respirazione per poi guidare l'allievo a controllare l'espirazione e l'inspirazione in modo volontario e consapevole.

 

 

 

 

 

 

E’ arrivata anche la Pasqua..

e come da tradizione, OsteomedLab vi propone qualche notizia curiosa!


 

Cosa si indica con il termine “Pasquetta”?
Con il termine 'Pasquetta' si indica, popolarmente, il primo lunedì dopo la domenica di Pasqua (propriamente chiamato: Lunedì dell'Angelo). Con questa festa si vuole ricordare l'apparizione di Gesù risorto ai due discepoli in cammino verso il villaggio di Emmaus, a pochi chilometri da Gerusalemme. E' consuetudine tra i cristiani, proprio per ricordare il viaggio dei due discepoli, di trascorrere questa giornata con una passeggiata "fuori le mura": una "scampagnata" fuori città.

Le campane mute
.
Dal venerdì santo fino alla domenica di Pasqua, le campane delle chiese italiane non suonano, in segno di dolore per il Cristo crocifisso. Anche in Francia esiste questa usanza e ai bambini si dice che le campane sono votate a Roma. La domenica mattina, mentre i bambini guardano in cielo per scoprire se riescono a vedere le campane che ritornano, i genitori nascondono in casa uova di cioccolato.

Perché la data di Pasqua è "mobile".
Agli albori dei Cristianesimo, la risurrezione era ricordata ogni domenica. Successivamente, la Chiesa cristiana decise di celebrarla soltanto una volta l'anno, ma parecchie correnti religiose dibatterono tra di loro per stabilire la data dell'evento. Le controversie ebbero termine con il concilio di Nicea dei 325 d.C., che affidò alla Chiesa di Alessandria d'Egitto il compito di decidere ogni anno la data.

Come si calcola oggi la Pasqua.
Partendo dalle norme dei concilio di Nicea, per le quali la Pasqua doveva cadere la domenica seguente la prima luna piena di primavera, oggi la data si calcola scientificamente, sulla base dell'equinozio di primavera e della luna piena, utilizzando per il computo il meridiano di Gerusalemme, luogo della morte e risurrezione di Cristo. E' da notare come la data della Pasqua ortodossa non coincida con quella cattolica, perché la Chiesa ortodossa utilizza per il calcolo il calendario giuliano, anziché quello gregoriano. Pertanto, la Pasqua ortodossa cade circa una settimana dopo quella cattolica.



     L'uovo di Pasqua come arte.
Oltre alla delizia delle uova di cioccolato, in tutto il mondo esistono tradizioni pasquali che prevedono la realizzazione di uova artistiche. In particolare, bellissime e famose sono le uova ucraine, dette Pysanky, ossia "cose che sono scritte sopra". Le Pysanky sono realizzate con un processo di tintura fissato con cera e donate in un cestino di vimini foderato d'erba.
 

 

 


Le streghe finlandesi.
Essendo la maggior parte degli scandinavi di religione luterana, la Pasqua assume un significato minore ed è considerata un giorno di vacanza. Il folklore finlandese vuole che le streghe volino in cielo tra il venerdì santo e la domenica di Pasqua. Infatti, in alcune zone della Finlandia si usa ancora accendere falò la notte dei sabato, in memoria dell'antica tradizione di scacciare le streghe dal proprio focolare domestico

 

E per i più piccini che amano le feste più di tutti,

qualche lavoretto divertente per festeggiare!

 

Lavoretti di feltro per Pasqua

I bimbi piccoli amano fare i lavoretti ma questi devono essere semplici e intuitivi. Una forma semplice da decorare e disegnare è quella del pulcino fatto di:

 - due cerchi di feltro giallo per il corpo e la testa

 - le zampette di feltro arancione a forma di “Y” capovolta

 - un triangolino capovolto come becco di color arancione o rosso

 - due palline nere come occhietti

 

Ritagliate ogni materiale accanto a loro e spalmate la colla sui pezzi da assemblare

Fatevi aiutare nell’incollaggio e nell’essiccazione

Con un pennarello fategli disegnare le parti mancanti o le sagome di dove saranno incollate le parti del viso

 

 

Anche il coniglietto e la pecorella sono un lavoretto semplice; basta disegnare con il pennarello sul feltro la sagoma di un coniglio o di una pecorella e dipingere occhi, naso e bocca.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LE ORIGINI DEL PESCE D’APRILE

“Pesce d’aprile” è l’espressione con cui definiamo lo scherzo tradizionalmente compiuto il primo giorno di aprile, che viene riconosciuto soprattutto in Europa ma è diffuso in tutto il mondo. Nella maggior parte delle culture antiche si tenevano in questo periodo riti o feste di “rinascita” per festeggiare la fine della stagione invernale e l’inizio della stagione primaverile, feste a cui il “giorno degli scherzi” sembra collegato.

 

COME SI CHIAMA IN GIRO PER IL MONDO E COME E QUANDO SI FESTEGGIA?

Ogni paese ha un suo modo di chiamare la festa dell'1 aprile.

In Francia, come in Italia, si usa l’espressione Poisson d’Avril - Pesce d'aprile.      
Nei paesi anglofoni, come Regno Unito e America, invece, si chiama "April fool’s day" ("Il giorno dello sciocco d’aprile"), dove il termine "fool" richiama alla mente il "Fool", il giullare delle corti medioevali, sottolineando così la connotazione scherzosa della festa. Infine, in Germania "Aprilscherz" è più semplicemente lo "Scherzo d’Aprile".
Nella Scozia delle Highlands invece, il pesce d'aprile dura due giorni, nel secondo, il "Taily Day", ci si diverte ad attaccare sulla schiena dei malcapitati (sciocchi o gawls) un cartello con la scritta "Kick me!" (Dammi un calcio). In Portogallo, i giorni dedicati agli scherzi sono la domenica e il lunedì prima della Quaresima in cui interi pacchi di farina vengono gettati sugli amici!
Anche l'India ha il suo pesce d'aprile. Cade però un giorno prima, il 31 marzo. In quella data si celebra la festa Huli per celebrare la primavera e prendersi gioco di tutti.
Ovunque, in Europa e nel mondo, l'1 aprile si festeggia ancora un po' Carnevale! 

 

BUON PRIMO APRILE!

 

 

 

 

 

 

PILLOLE DI YOGA
 

Nell’uomo i principali muscoli antigravitazionali sono rappresentati dai muscoli estensori degli arti inferiori, dai muscoli della nuca e quelli del dorso.

I muscoli posturali si usano così spesso che normalmente ci si dimentica come attivarli volontariamente: per conservare energia il nostro cervello ha costruito un “circuito” per contrarre i muscoli posturali in modo inconscio. La pratica può aiutare a riattivare questa consapevolezza attraverso un percorso di “risveglio muscolare”, in modo da poter tornare in parte consapevoli delle contrazioni dei muscoli posturali.

Una volta risvegliati e rinforzati i muscoli posturali, saremo in grado di gestire molto meglio il peso del nostro corpo.

Riguardo all'intensità dell'esercizio fisico, è bene sottolineare i benefici di una corretta attività fisica moderata: rilassamento della tensione muscolare e miglioramento del tono muscolare, della circolazione sanguigna e della respirazione, ripristino del corretto ciclo sonno/veglia, regolarizzazione della pressione sanguigna, miglioramento del metabolismo generale, rinforzo del sistema immunitario, aumentato rilascio di endorfine, miglioramento di postura e abilità motorie. Al contrario, un'attività fisica troppo intensa comporta un eccessivo stress, in particolare muscolo-scheletrico e cardiovascolare, con un beneficio quindi solo apparente e momentaneo.

Nello yoga i movimenti vengono eseguiti a corpo libero in maniera lenta e controllata, ricercando la massima fluidità, al fine di prevenire danni e disagi. 

Per ragioni posturali e di stile di vita, vi sono alcuni muscoli che tendono ad essere ipertonici e corti e che quindi andranno perlopiù allungati, e muscoli ipotonici, ovvero che tendono ad indebolirsi, che andranno principalmente rinforzati.

L’allungamento prevede solitamente l’interessamento di un’intera catena miofasciale, poiché l’allungamento di un solo muscolo porterebbe all'accorciamento degli altri muscoli appartenenti alla stesa catena (in modo da essere mantenuta la lunghezza totale della catena muscolare).

Analizziamo ora 3 metodi di allungamento muscolare:

1. Allungamento passivo: prima si rilassano il più possibile i muscoli che dovranno essere allungati e poi, con movimenti molto lenti accompagnati da una “interiorizzazione” mentale, i muscoli vengono allungati. Si tratta di mantenere una "giusta" (senza dolore) trazione per un tempo sufficientemente “lungo”, senza molleggi. Fondamentale è il mantenimento statico delle posizioni yoga, durante il quale si cercherà di rilassare tutti muscoli che non sono interessati da contrazione. Non bisogna mai arrivare alla fastidiosa sensazione di dolore: occorre solo dare la possibilità al tempo di lavorare. La fretta non fa parte dello yoga.

2. Allungamento facilitato: Tale metodo prevede contrazioni del muscolo senza movimento del gruppo muscolare, per circa 15-20 secondi, dopo averlo posto in allungamento. Ciò consente un ulteriore rilassamento e quindi allungamento del gruppo muscolare coinvolto

3. Allungamento dinamico: questo metodo di allungamento viene eseguito ad esempio durante le sequenze dinamiche yoga in modo da fare un “reset” della lunghezza dei muscoli. Il saluto al sole eseguito al mattino, per esempio, aiuta proprio a far tornare i muscoli alla lunghezza fisiologica dopo il sonno. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PILLOLE di YOGA

La postura è l'adattamento personalizzato di ogni individuo all'ambiente fisico, psichico ed emozionale: è il modo con cui tutti noi reagiamo alla forza di gravità che ci “schiaccia” al suolo, ma anche un modo di comunicazione sociale. La postura - il nostro modo più frequente di stare in piedi, seduti, sdraiati, di muoverci - esprime parte di ciò che siamo e ci rende riconoscibili e unici.

Dal punto di vista fisiologico, la postura ottimale è una condizione anatomico-funzionale che serve a garantire il nostro equilibrio con il minimo dispendio di energia, ripartendo il lavoro in maniera equilibrata tra le diverse componenti del corpo.

Assumere il controllo del proprio corpo significa quindi anche assumere il controllo dei propri pensieri ed emozioni. Entrare in una posizione yoga significa attivare una serie di reazioni a cascata, così come mantenere una certa postura significa influire su tutta la nostra persona.

Ritrovando consapevolezza del proprio corpo si avrà anche più attenzione a muovere gli arti senza coinvolgere contemporaneamente e inutilmente anche la altre parti del corpo e la colonna. Lo scopo di questi incontri è di sollecitare l'attenzione sull'importanza di trovare la postura corretta del nostro corpo, in modo da poter mantenere posizioni quotidiane (in piedi o sedute) con il minimo sforzo e il minimo sovraccarico per la struttura scheletrica.

Utile per il nostro benessere generale sarà anche arrivare a scoprire le zone del corpo rigide e dolorose: molto spesso non si è pienamente consapevoli delle differenze di limitazione di movimento delle diverse parti del corpo o delle zone contratte. Farsi un’immagine realistica del proprio corpo nello spazio  ed essere consapevoli della propria postura per poterla eventualmente modificare, è, quindi, fondamentale.

Durante gli incontri si cercherà di migliorare l’azione dei muscoli posturali rinforzandoli e una pratica continuativa porterà benefici significativi alla mobilità articolare ed elasticità muscolare.

 

                                                                                     

 

 

 

 

Tutti conosciamo le maschere tipiche del carnevale..

Ma quante volte ci è sfuggito il loro nome o le abbiamo confuse?
Rivediamole insieme!

PULCINELLA:  Nato a Napoli, è di umore mutevole e pauroso. Ha un carattere poco affidabile e cerca di uscire dalla situazione in cui si è cacciato con ogni mezzo a disposizione. L’unico suo affanno è procurarsi il cibo, per il quale è disposto a raccontare bugie, rubare e farsi prendere a bastonate.  Porta una camicia bianca con lunghe maniche che coprono le mani e un cinturone nero alla vita che mette in evidenza il pancione. I pantaloni  sono molto ampi e morbidi. La sua maschera è nera con un grande naso aquilino.

PANTALONE:  Pantalone è una delle più antiche maschere veneziane. Piange sempre miseria ed è alla costante ricerca dei ”bezzi”, come erano chiamati i soldi di quell’epoca. Pantalone è un mercante ricco, avaro e pedante. Indossa casacca, pantaloni e calze rosse (tipico colore del mercante veneziano). Il cappello è nero, soffice e senza tesa. E poi indossa una sopravveste nera, ampia con maniche molto larghe, delle ciabatte senza tacco, con punte rivolte verso l’alto, come si usa in Oriente. La sua maschera ha il naso a uncino e una barbetta.

 

BALANZONE:  rappresenta il simpatico dottore che usa un linguaggio apparentemente colto, ma in realtà insensato. Ha sempre la testa fra le nuvole, come stesse pensando a cose importantissime. E’ molto sensibile al fascino femminile, ma non è mai ricambiato. E’ burbero ma bonario, grande apprezzatore della succulenta cucina della sua città natale, Bologna.  Indossa un abito nero, con polsini e gorgiera bianchi. Sulle spalle porta un’ampia toga. In testa porta un grande cappello nero con tesa larga rigirata. La maschera che porta è nera e copre soltanto la fronte e il naso, quasi a sottolineare la sua grande intelligenza e cultura. 

BRIGHELLA:     Nasce nei quartieri ricchi di Bergamo. Il suo nome deriva dal verbo brigare, che definisce un comportamento dispettoso. Sulla scena è spesso in contrasto con Arlecchino ma si rivela però più furbo, pronto a beffare il padrone, solitamente impersonato da Pantalone. E’ molto abile nel suonare, ballare, cantare e indossa una casacca su ampi pantaloni decorati con nastri verdi.  Ha una maschera a mezzo volto che può essere di colore verde oliva, bordeaux o nera. 

 

 

 ARLECCHINO:               Nasce in uno dei quartieri più poveri di Bergamo ed è tra le maschere più conosciute. Rappresenta un servo in cerca di una vita migliore. E’ ingenuo e credulone e per non mettersi nei guai non esita a ingannare, tradire, raccontare bugie e fare dispetti. Poi si dispera e si consola con grande rapidità. I suoi movimenti rapidi, il modo di parlare cantando e il tono stridulo della voce divertono chi lo segue. Indossa pantaloni aderenti e giacca sfiancata con toppe multicolori. In testa porta un cappello di feltro con un codino di coniglio in ricordo di un passato di cacciatore. In viso calza una maschera nera che non toglie mai.


COLOMBINA: E’ la più conosciuta tra le ”servette”. Nata a Siena, sulla scena è spesso moglie o fidanzata di Arlecchino, ma anche se viene corteggiata dal padroncino o dai suoi amici, rimane fedele allo sposo o al fidanzato. Favorisce gli intrighi amorosi della sua padrona, raggirando il padre burbero e severo. Consegna bigliettini segreti e organizza incontri lontani da occhi indiscreti. Talvolta è bugiarda ma sempre a fin di bene. E’ civetta, intelligente, furba e chiacchierona. Veste un corpetto e un’ampia gonna a balze e ha un grembiulino provvisto di tasche in cui infilare i biglietti d‘amore. Sul capo porta una ”crestina”, il fazzolettino tipico delle cameriere, fermato da un nastro.

                                                                                                  

                                                                             .

 

 

 

 

Quali sono le origini del Carnevale?

 

Il Carnevale ha origini molto discusse; c'è chi afferma che affondi le sue radici nei lunghi cicli di feste popolari  romane durante i quali veniva sovvertito l'ordine sociale: gli schiavi erano temporaneamente liberi e venivano consumati banchetti e sacrifici agli dei.

 

 

 

Perché ci travestiamo?              

Nei saturnali romani veniva eletto un "princeps", una sorta di caricatura della classe nobile, al quale si conferiva temporaneamente ogni potere. Era vestito con una buffa maschera dai colori sgargianti; si trattava della personificazione di una divinità infera (Saturno o Plutone) preposta alla custodia delle anime dei defunti, ma anche protettrice delle campagne e dei raccolti. Si pensava che tali divinità, uscite dalle profondità del suolo, vagassero in corteo per tutto il periodo invernale e che dovessero quindi essere placate con l'offerta di doni e di feste in loro onore, nonché indotte a ritornare nell'aldilà dove avrebbero favorito i raccolti della stagione estiva.
Insomma, il fascino della maschera sembra essere legato in qualche modo agli inferi... e pensandoci bene anche Arlecchino ha tutta l'aria di un piccolo diavolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

Ed eccoci arrivati alle 2 grandi feste dell’anno…Natale e Capodanno!

Anche il 2014 anno si conclude ... ma prima di passare nel 2015 vi lasciamo con qualche ricetta gustosa da poter preparare per il pranzo di Natale o per il cenone di Capodanno.. e qualche idea creativa per avere segnaposti e sottobicchieri super originali  fai da te e facili da realizzare !

 

BiscottiNI DI natalE da appendere all’albero di Natale

        

 

ricetta facile!

tempo di cottura: 15 minuti        

preparazione: 25 minuti

Per fare la frolla: 


- 500 gr di farina 00
- 300 gr di burro morbido
- 200 gr di zucchero a velo
- 1 pizzico di sale
- 3 tuorli d’uovo
- 2 cucchiaini di cannella in polvere
- 1 cucchiaino di zenzero in polvere

Per la glassa:

- 300 gr di zucchero a velo                                                                                                                                                                   - 50 gr di albume
- succo di limone
- colorante alimentare
- pasta di zucchero
- miele

Preparazione


Mettete la farina con il burro in una ciotola e lavorateli insieme fino a quando il burro non sarà ben morbido e avrete creato un impasto soffice.

Aggiungete quindi i tuorli e gli altri ingredienti previsti per la frolla. Impastate fino a quando l’impasto non sarà omogeneo e compatto. Stendete quindi la pasta frolla: fate attenzione a non fare dei biscotti troppo sottili o si romperanno facilmente una volta cotti e appesi.

Con le formine ritagliate i biscotti di tutte le forme che volete: renne, cane, stelle, fiocchi di neve o alberelli di Natale.

Ricordatevi di fare un buco nel biscotto per far passare il nastro così da poterli appendere all’albero o dove preferite!

Infornate i biscotti a 180° per 15 minuti.

 Mentre i biscotti sono in forno preparate tutto il necessario per decorarli:

Montate a neve ferma gli albumi con lo zucchero a velo e aggiungete qualche goccia di limone.

Dividete quindi la glassa in tante ciotole quanti saranno i colori che volete creare. Aggiungete il colore alimentare e mettete la glassa nelle tasche. In alternativa alla glassa potete usare anche della pasta da zucchero, sopratutto nel caso in cui vogliate colorare l’intera superficie dei biscotti.

Quando i biscotti saranno cotti, sfornateli e lasciateli raffreddare. Quando saranno ben freddi potete procedere con la decorazione che avete scelto. Se volete decorarli con la glassa, ricordatevi di lasciarla asciugare bene prima di appenderla.

Se invece avete scelto di decorarli con la pasta di zucchero, stendete prima sul biscotto un velo sottile di miele e adagiateci sopra la pasta di zucchero: in questo modo la decorazione si incollerà al biscotto.

 

Torta alle arance con farina di mais e chiodi di garofano

 

Ricette Facilissima!
tempo di cottura 1 ora
preparazione: 20 minuti

ingredienti:

Per fare la torta:
- 120 gr burro
- 150 gr zucchero semolato
- 3 uova
- 140 gr farina di mais
- 8 cucchiai di farina 00
- 120 gr farina di mandorle
- 2 cucchiaini di lievito per dolci
- 1 pizzico di sale
- 2 cucchiaini di chiodi di garofano macinati
- 2 arance biologiche bollite
- 1 arancia biologia

Per guarnire:


- 200 ml di panna fresca
- 2 cucchiaini di miele

Per il caramello:


- 1 arancia biologica
- 100 gr zucchero
- 1 cucchiaino di chiodi di garofano macinati

preparazione:

Montate il burro e lo zucchero semolato: aggiungete a filo le uova sbattute.

A parte miscelate la farina di mais con la farina 00, la farina di mandorle, il lievito, un pizzico di sale e i chiodi di garofano macinati finemente.Unite le farine al composto morbido continuando a impastare e aggiungete per ultime le arance bollite e sminuzzate.

Pelate le arance e tagliatele a fette sottili disponendole sul fondo della tortiera

Versate l’impasto sulle arance e infornate per 1 ora a 180°.

Mentre la torta è nel forno montate la panna e aggiungete il miele.

Preparate anche il caramello con cui servirete la torta: spremete un’arancia e mettete a scaldare il succo con lo zucchero semolato e i chiodi di garofano macinati. Fate cuocere il caramello a fiamma bassa e senza mescolarlo.
Sformate la torta,
capovolgetela sul piatto e cospargete con il caramello. Tagliate le fette e servite con la panna montata al miele.

 

GELATINE DI MOSCATO AI FRUTTI DI BOSCO

 

Facile e veloce!

Cottura: 5 minuti
Preparazione: 5 minuti

Ingredienti:

Per le gelatine di moscato
- 250 ml vino moscato
- 12 gr gelatina
- qualche goccia di succo di limone

Per comporre le gelatine
- foglioline di menta e 150gr di lamponi
 

 

 

Il segnaposto per il pranzo di Natale,e  come per il cenone di Capodanno, è un’idea carina nei riguardi dei nostri ospiti, che avranno il piacere di

sedersi ad una tavola ben apparecchiata, con qualche piccolo tocco di originalità!

 

1)Tappi in sughero:

 

 

 

2)Mini candeline segnaposto fai da te:

 

 Materiale occorrente:

1 Kg. di cera   -  coloranti (a scelta)   -  stampini  -  stoppini  -  1pentolino  -  bastoncino di legno

    Preparazione:

Mettere la cera in un pentolino e farla riscaldare a bagnomaria. Quando  sarà sciolta aggiungere il colore preferito e mescolare con cura con un bastoncino di legno.

Lasciare raffreddare leggermente la cera liquida e poi con essa riempire gli stampini.

Al centro di ogni stampino mettere uno o più stoppini avendo cura di lasciarli uscire almeno di un piccolo segmento lungo all’incirca 1 cm.

Per decorare le candeline natalizie si possono aggiungere rami di cannella, fiori di anice stellato, fette di arancia essiccata, bacche o piccoli rametti di pungitopo.

                                

 

 E se gli invitati sono troppi e non avete tanti   sottobicchieri tutti uguali in casa, e non volete spendere soldini per comprarli, visti i tempi che    

 corrono, vi suggeriamo qualche idee trovata in rete:

 

1) Sottobicchieri in sughero

  Facilissimi da creare! Basta ottenere da ogni tappo dei dischetti di sughero dello stesso spessore per iniziare a comporre i sottobicchieri. Potrete unire dischetti di sughero l'uno all'altro con ago e filo o con della colla.

 

 

 

2) Vecchi CD

 

 

 

 

Realizzare un sottobicchiere a partire da un vecchio CD è molto semplice. E' sufficiente armarsi di creatività per rivestire il CD con della stoffa colorata, magari creando un bordino a contrasto.

 

 

 

 

3) Vecchi jeans

Per realizzare un sottobicchiere a partire dai vecchi jeans è necessario avere a disposizione del denim ricavato da essi e della colla adatta per i tessuti.

 

 

 

 

 

 

 

                                            BUON NATALE  A TUTTI!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA FRUTTA SECCA FA BENE!!!

E’ un alimento decisamente ipercalorico e viene infatti definita frutta oleosa a causa del suo alto contenuto in grassi che si trovano, però, sotto forma di acidi grassi insaturi e polinsaturi e svolgono un'azione benefica nel contrastare le cosiddette malattie del benessere. Contribuisce ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue riducendo il rischio di aterosclerosi e di cardiopatie, svolge un’azione benefica perché limita le infiammazioni e può essere un toccasana per il benessere dei capelli, perché è ricca di zinco che favorisce la ricrescita della chioma. E’ consigliata a chi fa sport grazie alla presenza di molti sali minerali che aiutano a reintegrare le sostanze nutritive che si perdono a causa della sudorazione.

Naturalmente non bisogna esagerare, perché la frutta essiccata ha anche una maggiore concentrazione di zuccheri ma nelle giuste dosi, può contribuire al nostro benessere… ecco perché non dovrebbe mancare mai nella nostra dieta!

Scopriamo le proprietà nutritive e i benefici:

Mandorle: Sono considerate antiansia, migliorano l’umore, aiutano per la concentrazione. E’ inoltre un buon alleato contro la stipsi, perché è la frutta secca che contiene più fibra.   Sono importanti anche nel campo dell'estetica perché l'olio di cui sono ricche è ottimo per combattere la secchezza della pelle e dei capelli. Contengono proteine, acidi grassi monoinsaturi, vitamine e numerosi sali minerali come magnesio, calcio, rame, fosforo.

 Noci: sono astringenti, cicatrizzanti, antinfiammatorie, disinfettanti contro i parassiti intestinali. Possono ridurre il rischio di sviluppare arteriosclerosi e malattie cardiache. Sono ricche in vitamina E, acidi grassi Omega 3, Omega 6.

Pistacchi: aiutano contro l’artrite, il diabete e le affezioni della pelle. Ricchi di vitamine del gruppo A e B, proteine, omega 6 e sali minerali

 Pinoli: sono consigliati a chi soffre di stanchezza cronica e debolezza, possono potenziare l’energia mentale e sono degli ottimi alleati per le persone che soffrono di anemia, in quanto forniscono del ferro oltre a proteine, fibre, provitamina A, vitamina E, calcio, magnesio e amidi.

Anacardi: sono antidepressivi e contrastano il colesterolo cattivo. Contengono un’alta percentuale di grassi monoinsaturi, acido folico, vitamine B1 e B2, selenio e steroli vegetali.

Arachidi: Presentano sostanze ad elevato potere antiossidante e possiedono un alto contenuto di arginina (fondamentale per la crescita), sali minerale e sono una buona fonte di polifenoli.

 

 La frutta secca POLPOSA può essere lasciata a essiccare naturalmente al sole, o artificialmente in essiccatoi e tramite trattamento in forno. Il suo contenuto di grassi è bassissimo, se non assente ma possiede un alto contenuto di zuccheri e di fibre.

 

Ne esistono diverse varietà, dalle albicocche che sono ricche di caroteni e di magnesio, dall'uva passa che contiene ferro, potassio e vitamina E, i datteri che sono una buona fonte di magnesio e potassio ed infine le prugne secche che, per esempio, hanno un'azione importantissima a livello dell'intestino perché essendo ricche di fibre sono ottime contro la stitichezza. Queste ultime si consiglia di bollirle nell'acqua e di consumarle insieme al liquido di cottura (stessa procedura sia per i fichi e per l'uva passa).

 

  Attenzione, non è per tutti!

 Alcune categorie di persone si dovrebbero astenere dal consumarla: per esempio chi soffre di problemi renali, chi segue regimi dietetici ipocalorici, i diabetici che devono evitarla per l'alto contenuto di zuccheri, chi soffre di colite, e chi soffre di malattie che impongono una dieta priva di fibre, si devono astenere dal consumarla.

 UNA CURIOSITA’ PER L’ INVERNO E PER LE VOSTRE PIANTE!

 

Ogni volta che mangiamo della frutta secca, possiamo conservare in un contenitore un buon numero di gusci che sono utili per proteggere le radici delle nostre piante durante l’inverno! Bisogna cospargere il terreno intorno alla pianta con uno strato di gusci (2/3 centimetri)in maniera uniforme ed aderente al terreno cosi che le piante saranno protette fino all’arrivo della stagione calda.

 

 

                          INFLUENZA                       

Con l’arrivo dell’autunno tieni lontano i malanni di stagione!                

A te SETTE regole e consigli utili su come evitare la febbre…                      

 

Uno - Areare i locali più volte al giorno per almeno 15 minuti per favorire un buon ricambio di aria, poiché il ristagno favorisce la proliferazione batterica.

Due - Lavarsi spesso le mani, e scegliere con cura l'abbigliamento, vestendosi a strati ed evitando capi troppo pesanti, che provocano abbondante sudorazione. Via libera alla lana sulla pelle, che offre un ottimo isolamento termico.

Tre - Curare l'alimentazione! Ricordare che le spezie svolgono un'azione vasodilatatrice che favorisce la sudorazione e la conseguente stabilizzazione della temperatura corporea. In particolare peperoncino, paprica e curry sono fonti naturali di un importante principio attivo antinfiammatorio.

Quattro - Integrare i liquidi! Bere dunque acqua e bevande salutari, come l'infuso di rosa canina, oppure tisane tiepide. Anche il brodo, se è sufficientemente caldo, crea vasodilatazione e quindi beneficio per le vie aeree superiori irritate, creando un effetto fluidificante su muco e catarro.                                                                                                     

Cinque – Mantenere il giusto apporto di vitamine e sali minerali. Il consiglio è di consumare almeno cinque porzioni di frutta e verdura fresca al giorno.

Sei - Condire le pietanze con limone anziché aceto: il limone facilita l'assorbimento del ferro presente in altri alimenti, che a sua volta potenzia le difese naturali contro raffreddore, mal di gola e tosse.

Sette - Utilizzare aglio e cipolla nella preparazione dei cibi. Questi alimenti, oltre ad essere ricchi di vitamine e sali minerali, hanno proprietà antisettiche, fluidificano ed aiutano ad eliminare il catarro.

E RICORDATEVI… L’ INFLUENZA DURA UNA SETTIMANA NON CURATA

E SETTE GIORNI SE CURATA!!

 

        

 

DIECI UTILIZZI ALTERNATIVI per le BUSTINE DI TE'

 

Le foglie di tè verde, sia sfuse che in bustina, sono ricche di proprietà e possono essere utilizzate in diversi modi. Contengono infatti ancora dei principi attivi che possono essere sfruttati per la cura della casa, della bellezza, del giardino o della salute.

Ecco alcuni esempi per voi..

1) Eliminare i cattivi odori: Per questo rimedio è possibile utilizzare sia foglie di tè sfuse che le bustine di tè già impiegate per la preparazione della bevanda, a patto di lasciarle asciugare in precedenza. Posizionate in frigorifero una ciotolina che ne contenga alcune. Agiranno assorbendo i cattivi odori!

 

2) Fertilizzante naturale: Un fertilizzante naturale da utilizzare per le proprie piante può essere preparato lasciando immerse in acqua le foglie sfuse o le bustine di tè verde, già utilizzate per la preparazione della bevanda, per un paio di giorni. Il liquido potrà essere filtrato ed utilizzato come fertilizzante.

3) Incenso antizanzare: Le foglie di tè possono essere bruciate in un portacenere insieme ad incenso naturale al fine di arricchirlo e per ottenere nello stesso tempo un effetto antizanzare. Gli insetti si allontaneranno proprio per via della presenza di fumo proveniente dalle foglie di tè verde.

4) Frullati e gelati: Le foglie di tè verde accuratamente lasciate asciugare e ridotte in polvere possono rappresentare un ingrediente insolito per arricchire la preparazione di gelati, frullati ed altre bevande estive.

5) Pot-pourri: Una volta lasciate asciugare, le foglie di tè verde possono essere utilizzate per la preparazione casalinga di un pot-pourri, da ottenere mescolandole con delle scorze di agrumi essiccate, dei chiodi di garofano, dei petali di fiori secchi e dei pezzetti di cannella.

6) Sacchetti per l'armadio: Dei sacchetti profumati ed in grado di assorbire l'umidità, da posizionare all'interno di armadi e cassetti, possono essere creati con scampoli di stoffa, utilizzando come imbottitura delle foglie di tè verde da unire a dei fiori di lavanda.

7) Pulizia di tappeti e zerbini: Per la pulizia di tappeti e zerbini, cospargete la loro superficie con delle foglie di tè (già utilizzate e lasciate asciugare). Lasciatele agire per un quarto d’ora in modo che possano assorbire l’umidità e passate lo zerbino o il tappeto con l’aspirapolvere.

8) Pediluvio: Un pediluvio rinfrescante può essere ottenuto diluendo nell’acqua di un catino del tè verde preparato utilizzando le foglie già sfruttate in precedenza per la preparazione della bevanda, per una seconda infusione.

9) Gargarismi: Riutilizzate una bustina di tè verde per la preparazione di un nuovo infuso che risulterà più leggero del precedente ma perfettamente adatto per effettuare dei gargarismi ad azione antibatterica utili in caso di mal di gola. L'infuso dovrà essere lasciato raffreddare prima dell'utilizzo.

10) Occhi arrossati: Le bustine di tè verde, dopo essere state lasciate asciugare e raffreddare, possono essere applicate sugli occhi arrossati al fine di alleviare le irritazioni ed i fastidi. Nel caso di foglie sfuse, esse possono venire impiegate per la preparazione di un infuso leggero, da applicare tiepido o freddo sugli occhi imbevendo in esso un fazzolettino.

 

 

 

 

 

Vespe, zecche e meduse: cosa fare in caso di puntura

(e cosa no!)

Api, vespe, calabroni
Quando le api pungono lasciano il pungiglione conficcato nella cute. Va tolto rapidamente usando una lama o la punta di un’unghia.

Vespe e calabroni, invece, non lasciano il pungiglione.

Cosa fare: applicare del ghiaccio per alleviare il dolore. Se si presentano altri è necessario rivolgersi al proprio medico o al pronto soccorso. Attenzione alle reazioni allergiche cutanee e a sintomi più gravi: edema della glottide e shock anafilattico! Chi sa di essere allergico deve dotarsi di farmaci antistaminici e cortisonici per le reazioni cutanee e adrenalina pronto-impiego per le reazioni allergiche gravi.


Vipere
Per il morso di vipera è indispensabile tranquillizzare l'infortunato, non perdere la calma, immobilizzare l'arto come se fratturato e recarsi in ospedale.

Cosa non fare assolutamente: incidere, succhiare il punto di inoculo, applicare ghiaccio, somministrare medicinali fuori dall'ospedale.


Zanzare, tafani, flebotomi

Per prevenire le loro punture, è utile impiegare repellenti adeguati. Importante: evitare di lasciare parti del corpo scoperte e non vestirsi con abiti di colore scuro. Non utilizzare creme o profumi che, pare, contengano dei veri e propri attrattivi.

Cosa fare dopo una puntura: applicare ghiaccio o pomata antistaminica sulla zona colpita.

Curiosità: le zanzare notturne vedono attraverso le radiazioni infrarosse che il nostro corpo emette, “sentono” la CO2 della nostra respirazione e l’acido lattico, abbondante nel nostro sudore.

 

Zecche
Se una zecca si attacca alla cute va asportata con cautela. Controllare per 30-40 giorni l’area cutanea colpita, se compare una chiazza rossa ad anello che tende ad allargarsi rivolgersi al medico.

Cosa non fare assolutamente: schiacciare, bruciare, cospargere con olio, vaselina, benzina o altri materiali la zecca o strapparla via violentemente.

 

Scorpioni italiani
Gli scorpioni nostrani causano punture molto fastidiose che vanno gestite possibilmente con l’aiuto del proprio medico. Applicare impacchi freddi sulla puntura e assumere antidolorifici. In caso di manifestazioni allergiche rivolgersi al proprio medico o, se gravi, al pronto soccorso.

 

 

 


 

Alimentazione e caldo col pancione

 

Il primo rimedio naturale per affrontare il caldo col pancione è seguire un’alimentazione adeguata.

In gravidanza mangiare bene è doppiamente importante, soprattutto per combattere la calura estiva.

Ecco 3 consigli utili:

 1) Mangiare molta frutta di stagione. Le vitamine, i minerali, gli zuccheri e i liquidi contenuti in questi cibi aiutano a reidratare l’organismo e a dargli quella sferzata di energia che serve nelle giornate più roventi. Attenzione soltanto a non esagerare con i frutti più zuccherini, se la glicemia è alta, e a lavare bene con il bicarbonato la frutta che si mangia con la buccia.

 

 

 

 

 

2) Mangiare molta verdura di stagione:  pomodori, cetrioli, lattuga, zucchine, melanzane, peperoni: ognuna di queste verdure ha proprietà utili all’organismo. In generale, sono reidratanti e ri-mineralizzanti, con un basso apporto calorico: perfette per affrontare il caldo, soprattutto col pancione.

 

 

 

 

 

 

 3) Pasti poco abbondanti ma più spesso.

Questa è una buona regola da seguire sempre, soprattutto quando si è in dolce attesa e fa molto caldo. I pasti leggeri e più frequenti aiutano a non appesantire l’organismo e ad affrontare i cali glicemici che si possono verificare soprattutto durante i primi mesi di gravidanza.

 

 

 

 

 

 

Idratazione e caldo col pancione

In estate bisogna bere molto, più del normale. In gravidanza questa abitudine è doppiamente importante. Evitare le bevande zuccherate, e non esagerare con quelle eccitanti, contenenti caffeina.  Un rimedio contro la calura estiva? Semplicemente acqua con qualche goccia di limone. È inoltre importante bere poco e spesso, acqua naturale a temperatura ambiente, in modo che l’organismo si mantenga idratato.

                                                          

                                                           

 

 

 

 

DIECI MOTIVI PER PRATICARE YOGA

 

1) Migliorare le prestazioni sportive

Lo yoga è ritenuto in grado di accrescere la flessibilità e la mobilità del nostro corpo, rendendolo una disciplina adatta a coadiuvare l'allenamento di coloro che praticano sport a livello agonistico. Chi considera lo yoga come una disciplina prettamente atletica, lo vorrebbe inserire tra gli sport olimpici. In realtà lo yoga nasce come un'attività in grado di prendersi cura contemporaneamente del corpo e della mente, accompagnata da una filosofia ben precisa, ma nulla impedisce agli atleti di affiancarlo al proprio normale allenamenti al fine di migliorare le prestazioni sportive.

2) Conciliare il sonno

Lo yoga comprende l'esecuzione di particolari esercizi di rilassamento che possono permettere all'organismo di avvicinarsi con maggiore serenità al momento del riposo. Il vostro insegnante saprà sicuramente suggerirvi la pratica migliore da effettuare in caso di insonnia. Persino pensare di praticare yoga nel cuore della notte per potersi riaddormentare più rapidamente è considerato da molti un metodo efficace. Studi scientifici hanno rilevato inoltre come 20 minuti di yoga al giorno siano in grado di aiutare coloro che sono sopravvissuti a gravi malattie ad addormentarsi più rapidamente.

3) Migliorare la propria vita sessuale

Praticare yoga consente innanzitutto di migliorare il rapporto con il proprio corpo, ottenendo maggiore forza e flessibilità ed imparando ad accettare i propri limiti ed allo stesso tempo ad amarsi di più. Volersi più bene significa anche risultare maggiormente predisposti all'incontro con l'altro, anche dal punto di vista fisico

4) Respirare meglio

Chi non pratica yoga forse non è a conoscenza del fatto di come i movimenti effettuati durante gli esercizi dinamici, come il "Saluto al Sole", siano precisamente guidati dal respiro e dai cicli di ispirazione ed espirazione. Lo yoga prevede inoltre la pratica della "respirazione completa", che comporta l'impiego sia dell'addome che del torace, coinvolti in movimenti di estensione. I respiri profondi effettuati durante le asana di rilassamento favoriscono una migliore ossigenazione dell'organismo, pelle compresa, regalando a chi pratica un aspetto migliore.

5) Disintossicare l'organismo

Esercizi dinamici, posizioni statiche e pratiche di respirazione nel corso delle asana sono spesso rivolte a massaggiare gli organi interni attraverso il respiro ed a migliorare la circolazione sanguigna e linfatica dell'organismo. Si tratta dunque di un complesso di azioni benefiche che contribuiscono a migliorare la capacità dell'organismo di liberarsi dalle tossine, la quale viene esplicata anche dalla sudorazione, che può presentarsi soprattutto nello svolgimento di quegli esercizi che richiedono un maggiore movimento

6) Rallentare l'invecchiamento

Praticare un esercizio fisico regolare per tutta la vita ci aiuterebbe a mantenerci più giovani e ad invecchiare meglio. Le posizioni yoga meno complesse possono essere praticate lungo il corso di tutta la vita, anche da parte di coloro che ritengono di possedere una costituzione fisica debole. Spesso alcuni insegnanti di yoga già in età avanzata appaiono più giovani, per forza e flessibilità, rispetto ai propri allievi di età inferiore.

7) Sconfiggere il mal di schiena

Sessioni appropriate e costanti di yoga, per chi soffre di mal di schiena, potrebbero rivelarsi un vero e proprio toccasana, in grado di prevenire la comparsa dei dolori e di ridurre la necessità di assumere medicinali o di praticare iniezioni. Numerosi esercizi di yoga sono coinvolti nel migliorare la mobilità e l'elasticità della colonna vertebrale, favorendo la decontrazione dei muscoli causata dalle tensioni e dall'abitudine ad assumere posture scorrette.

8) Migliorare la concentrazione

Lo yoga, abbinando i movimenti del corpo alla pratica della meditazione, si rivela in grado di migliorare la nostra capacità di concentrazione, non soltanto nello svolgimento degli esercizi, ma anche nella vita quotidiana. Praticare alcune posizioni dello yoga in maniera corretta, con particolare riferimento a quelle che richiedono equilibrio, richiede alla mente un elevato sforzo di concentrazione, al fine di migliorare la propria esecuzione della posizione e di mantenerla stabile per il tempo richiesto affinché essa sia efficace. La mente via via imparerà a concentrarsi più facilmente, e a non lasciarsi distrarre, anche nello svolgimento delle attività quotidiane.

9) Migliorare la fertilità

Se nella coppia vi sono problemi di fertilità e si ha difficoltà nel concepimento, esiste la possibilità di iscriversi ad appositi corsi destinati a coloro che desiderano dare una svolta al proprio rapporto, cementando l'unione anche grazie alla pratica di un'attività fisica comune. Negli Stati Uniti i centri medici che si occupano di problemi di infertilità spesso affiancano alle cure a base di medicinali speciali sessioni di yoga, la cui pratica è ritenuta avere effetti positivi sulle possibilità di concepimento.

10) Partorire con tranquillità

I corsi di yoga dedicati alle donne in gravidanza si basano prima di tutto sulla capacità dello yoga di ripristinare una maggiore armonia all'interno dell'organismo femminile e sulla pratica di posizioni in grado di agevolare la regolare discesa del nascituro durante il parto. Possono essere effettuati esercizi per il perineo ed esercizi di respirazione e di rilassamento che possono essere messi in pratica direttamente dalla donna già fin dalle prime contrazioni, in modo da favorire uno stato d'animo tranquillo al momento del parto.

Osteomedlab propone mini-cicli di tre lezioni per avvicinarsi alla pratica dello yoga.. non si sa mai che vi possiate innamorare dei benefici di questa disciplina e renderla parte integrante della vostra vita!

 

 

INSONNIA: 5 ALIMENTI CHE LA FAVORISCONO

E LA PREVENGONO

 

 

1) SEMI DI ZUCCA

I semi di zucca sono uno dei cibi più ricco di magnesio, un minerale che in situazioni di stress prolungato può essere perduto o consumato in notevole quantità. Un vita frenetica , un'intensa attività fisica sono alcune delle ragioni che rendono necessaria un'integrazione alimentare più mirata. I semi di zucca sono solo alcuni degli alimenti che contengono magnesio, per citarne altri: frutta secca, pesce, verdura a foglie larghe ecc. Se il nervosismo, l'ansia, i risvegli notturni sono in agguato assumete questi alimenti in modo più regolare e vedrete come la tensione diminuirà poco a poco.

2) RICOTTA

La ricotta contiene triptofano un amminoacido essenziale che innalza i livelli di serotonina nel cervello e di melatonina, l'ormone che induce sonnolenza. Contro l'insonnia, lo stress e la depressione esistono molto cibi contenenti triptofano che aiutano a rilassare mente e corpo: la ricotta, i carboidrati, i cibi a base di latte e per chi è intollerante al lattosio va bene anche il latte di soia, il tofu, le lenticchie o l'hummus

  .

3) SEMI DI SESAMO

Anche i semi di sesamo sono ricchi di triptofano e di carboidrati, perfetti da sgranocchiare prima di coricarsi!

4) RISO

Se al posto della pasta, preferite il riso... il vostro riposo farà invidia ai più grandi chef! Il riso, meglio se integrale, è sicuramente più digeribile della pasta ma ha un ottimo contenuto di triptofano. Come calmante del sistema nervoso potete provare anche l'avena.

5) SPINACI

Anche gli spinaci contengono magnesio e sono ricchi di clorofilla. Altri importanti nutrienti contenuti negli spinaci sono il calcio, la vitamina B6 e l'acido folico, sostanze che favoriscono il rilassamento muscolare.

I cibi che favoriscono l'insonnia:

1) CARBOIDRATI RAFFINATI

Sono ad es. Baguette, Biscotti, Cereali (confezionati), Ciambelle, Pane bianco, Pasta non integrale, Riso non integrale... sono cibi ricchi di zucchero difficili da digerire. Forniscono energia a breve termine, ideali per chi svolge attività sportive intense perché danno un apporto energetico immediato. La fase di smaltimento degli zuccheri richiede molto tempo per questo è preferibile non mangiarli prima di andare a dormire.

2) GLUTAMMATO MONOSODICO

Il glutammato mono-sodico è contenuto nei cibi pronti, preconfezionati e può, in alcuni soggetti, provocare una reazione eccitante. Oltre a disturbare il sonno, non sono ancora chiari gli effetti sulla salute di questa sostanza.

3) PANCETTA AFFUMICATA

La pancetta affumicata vi dà l'impressione di "tiravi su"? E' vero: si tratta di un alimento che produce tiramina, sostanza che secerne norepinefrine, stimolanti cerebrali. Altri alimenti sono i crauti, prodotti affumicati, le melanzane, il vino, la salsiccia, il formaggio. Sono tutte sostante eccitanti che in dose elevati prima di andare a letto non favoriscono il riposo notturno.

4) ALCOL

L'assunzione di alcol durante le ore serali può alterare il sonno, provocando risvegli notturni. L'effetto sedativo è superficiale e il carico di lavoro a cui è sottoposto il fegato rende la notte insonne con numerosi risvegli notturni (aumentando anche la diuresi notturna).

5) CIOCCOLATO

Il cioccolato contiene sostanze stimolanti quali la tiramina e la feniletilamina che aumentano il rilascio della noradrenalina. Se il primato va attribuito al caffè anche il cioccolato fa la sua parte con un contenuto, se pur inferiore, di caffeina sostanza eccitante per eccellenza.

Per un riposo rigenerante è bene poi fare attenzione non solo a sane abitudini in campo alimentare ma è sicuramente un valido aiuto seguire pratiche corrette di riposo e rilassamento.

Cosa c’è di meglio di un po’ di yoga o di un buon massaggio prima di coccolarsi fra le lenzuola?

E se lo yoga non dovesse bastarvi… Potete sempre trovare sollievo con la naturopatia!
Osteomedlab può vantare all’interno del suo staff un naturopata proprio specializzato nell’ambito alimentare che saprà senz’altro trovare il migliore rimedio per la vostra insonnia!

 

 

RUSSARE:

CAUSE E RIMEDI PER EVITARLO

 

1) Eta'

Con l'avanzare dell'età i tessuti all'interno delle cavità nasali e della gola si rilassano, con particolare riferimento ai muscoli. Ciò non permette al respiro di fluire liberamente e provoca rumore.

2) Costituzione

Gola stretta, adenoidi dilatate e palatoschisi (una malformazione del palato, che si presenta come una fenditura più o meno estesa della parte anteriore del palato duro) possono essere considerate tra le cause del russare determinate dalla costituzione fisica individuale. Negli uomini, inoltre, i canali di passaggio dell'aria sono solitamente più stretti. Anche sovrappeso e scarso tono muscolare sono considerati fattori da non sottovalutare.

3) Problemi nasali

Dal banale raffreddore, alla sinusite, ad una deviazione del setto nasale, problemi alle narici e ostruzioni parziali delle vie respiratorie di vario genere concorrono tra i fattori che possono contribuire al presentarsi del fenomeno del russare.

4) Posizione

La posizione che si assume durante il sonno è importante. Chi russa non dovrebbe dormire sulla schiena, in quanto una simile postura porta i tessuti interni alla gola a rilassarli ed a bloccare in parte le vie respiratorie. Da ciò si origina il rumore.  

5) Fumo, alcolici e medicinali

Il fumo, l'assunzione di bevande alcoliche e di alcune tipologie di medicinali possono contribuire ad accentuare il fenomeno, in quanto tali sostanze possono concorrere ad un maggiore rilassamento dei muscoli, con le conseguenze di cui sopra.

Quali sono i rimedi?

1) Dormire su un fianco

Se ci si rende conto di come il fenomeno del russare si accentui nel momento in cui ci si trovi a dormire sulla schiena, la soluzione più semplice consiste nel cambiare posizione, girandosi su di un fianco, in modo da lasciare più libera la gola.

2) Cambiare cuscino

Utilizzare due cuscini o un cuscino più alto del solito può contribuire a mantenere aperte e libere le vie respiratorie, sorreggendo il collo e la gola. I cuscini devono essere scelti e posizionati in modo tale che la schiena risulti adagiata in una posizione non dolorosa o fastidiosa,

3) Suffumigi

Se la causa del vostro russare è generata da una congestione nasale dovuta a raffreddori o allergie, una delle possibili soluzione consiste nell'effettuare dei suffumigi con acqua e bicarbonato o oli essenziali prima di andare a dormire, in modo da liberare le vie respiratorie.

4) Tecniche di rilassamento

Ansia, stress ed agitazione possono disturbare il sonno ed accentuare il fenomeno indesiderato. A questo proposito è possibile ricorrere ad alcune tecniche di rilassamento da porre in essere prima di andare a dormire, in modo da favorire un sonno ristoratore ed un riposo indisturbato.

5) Jala Neti

Verificare che le cavità nasali siano libere prima di andare a dormire è fondamentale per evitare di russare, in particolare se si è consapevoli di essere soggetti al fenomeno. Soffiarsi semplicemente il naso potrebbe non essere sufficiente. Perciò e possibile ricorrere ad un metodo per la pulizia delle cavità nasali che prevede l'utilizzo di acqua salata e di un piccolo strumento simile ad una teiera, denominato Jala Neti.

6) Cerottini nasali

Se il problema non riguarda i tessuti interni alla gola, ma una apertura insufficiente delle caità nasali, gli appositi cerottini nasali potrebbero essere utili a migliorare la situazione. La loro efficacia può variare da persona a persona, a seconda dell'entità e delle reali cause del problema.

7) Evitare gli alcolici

Il consumo di alcolici può incidere sul riposo notturno, rendendolo irregolare e poco efficace. Può inoltre provocare un maggior rilassamento dei tessuti interni alla gola ed alle narici, causando un maggiore sfregamento dell'aria contro le loro pareti e quindi rumore.

8) Smettere di fumare

Il fumo può compromettere la corretta funzionalità del nostro apparato respiratorio, favorire la produzione di muco e la formazione di ostruzioni a livello delle cavità nasali. Può inoltre essere causa della comparsa di colpi di tosse notturni, che potrebbero contribuire ad un sonno ancora più disturbato e difficoltoso.

9) Doccia calda

Concedersi una doccia calda prima di andare a dormire può contribuire a liberare la cavità nasali, in particolare a causa del vapore acqueo che verrà respirato e che contribuirà a dilatare le stesse. Durante la doccia è inoltre possibile effettuare una pulizia delle narici con acqua tiepida o un risciacquo con acqua leggermente salata.

10) Idratazione

La disidratazione può essere la causa di fenomeni di secchezza che interessano le membrane interne della gola o del naso. Per tale motivo si raccomanda di bere semplice acqua naturale a sufficienza durante il giorno, in modo che la disidratazione non contribuisca ad aggravare il fenomeno del russare.

 

Venti fantastici utilizzi

dell’Aloe Vera

Se abitate in un luogo soleggiato, potreste provare a coltivare sul vostro balcone una piantina d’aloe!

Ma se non avete questa fortuna o non vi sentite dotati di pollice verde, sappiate che è possibile acquistare il gel d’aloe ormai nella maggior parte delle erboristerie e dei negozi di prodotti naturali.

1. L’aloe può essere utilizzato come ingrediente di base per la preparazione di uno scrub per il corpo, con l’aggiunta di olio d’oliva, zucchero o sale.

2. Se il vostro problema è la forfora, coccolate il cuoio capelluto strofinando delicatamente del gel d’aloe su di esso e lasciandolo agire il più possibile prima dello shampoo. Vi aiuterà a contrastarne la formazione e a combattere il prurito.

3. Stendete abbondantemente del gel d’aloe sulla pelle dopo una giornata trascorsa sotto il sole, in modo da beneficiare del suo potere rinfrescante.

4. L’aloe è adatto da impiegare come maschera per il viso in caso di pelle arrossata. Stendetene il gel con le dita e risciacquate il tutto con acqua tiepida quando si sarà asciugato formando una sottile pellicola. Tamponate il viso delicatamente con un panno di cotone.

5. Se quando ritornate a casa alla sera vi ritrovate ad avere le mani screpolate a causa del freddo o del vento, applicate generosamente del gel d’aloe sulle parti più ruvide delle vostre dita. Per un trattamento d’urto lasciate agire l’aloe sulle mani per tutta la notte indossando dei guantini in cotone.

6. Il gel d’aloe vera puro può sostituire benissimo la vostra abituale crema viso. Potrete applicarlo anche più volte al giorno, a seconda delle vostre necessità.

7. Provate ad impiegare il gel d’aloe come contorno occhi. Rimarrete stupite del suo effetto tensore sulle piccole rughe.

8. Avete terminato la vostra crema per il corpo abituale? Dopo la doccia utilizzate il gel d’aloe al suo posto, massaggiandolo sulla pelle finché non si sarà ben assorbito. Per renderlo profumato potrete addizionarlo con poche gocce del vostro olio essenziale preferito.

9. il gel d’aloe è anche un ottimo gel per capelli. Provare per credere!

10. Sempre a proposito di cura della chioma, i capelli stressati beneficeranno di un impacco pre-shampoo a base d’aloe, applicato su di essi dopo averli inumiditi e lasciato agire per almeno mezz’ora.

11. Applicate del gel d’aloe sulle punture d’insetti per alleviare rossore e prurito.

12. E’ inoltre il prodotto ideale da utilizzare dopo la rasatura o la depilazione, per rimarginare eventuali microferite.

13. Applicatelo con costanza sulle cicatrici per fare in modo che il loro aspetto migliori e che scompaiano più rapidamente.

14. In caso di macchie scure sulla pelle causate da un’eccessiva esposizione al sole, non disdegnate di effettuare prolungati impacchi di gel d’aloe sulle zone interessate, in modo che tali in estetismi possano attenuarsi fino a scomparire.

15. Provate a contrastare i dolori muscolari effettuando dei massaggi con del gel d’aloe vera, che gode, tra le altre, di proprietà antinfiammatorie e calmanti.

16. Applicatelo senza remore in caso di gengive infiammate o formazione di piccole fiacche all’interno del cavo orale.

17. A fine giornata massaggiate i piedi stanchi con una piccola quantità di gel d’aloe a cui avrete aggiunto al momento alcune gocce di olio essenziale alla lavanda.

18. Se soffrite di mal di testa, tenete a portata di mano un barattolino di gel d’aloe che avrete addizionato con poche gocce dio olio essenziale di menta ed applicatelo al bisogno con movimenti circolari sulla nuca e sulle tempie.

19. L’aloe vera è spesso alla base della composizione di dentifrici naturali. Potrete provare a realizzarne uno unendo al gel d’aloe alcune foglioline di menta e di origano essiccate e polverizzate, da utilizzare di tanto in tanto come alternativa ai prodotti comunemente in commercio.

20. Alcune gocce di gel d’aloe rappresentano la soluzione ideale da applicare affinché gli antipatici brufoletti scompaiano più rapidamente.

 

 

 

 

L’ARTISTA CHE “GIOCA” CON IL CIBO

Orsi polari, circhi, ballerine, draghi e cavalieri, il tutto su un piatto bianco pronto da servire a tavola. Le incredibili creazioni di Hong Yi, l'artista malese che si diverte a realizzare opere d'arte con il cibo.

Giovane artista e architetto malese che dell'arte nel piatto ha fatto il proprio cavallo di battaglia, si fa chiamare anche Red, ama dipingere, ma non con i pennelli, e si diverte a creare capolavori anche con il cibo: opere d'arte rigorosamente commestibili che realizza con comuni accessori da cucina come pelapatate, stuzzicadenti e coltelli da burro.

 

La vita in cucina spesso può diventare monotona.. soprattutto quando ci si mettono di mezzo intolleranze ed altri disturbi.

Osteomedlab ha avuto la fortuna di incontrare Roberta, una Wellness Cooking Trainer che ha fatto della creatività in cucina la sua disciplina!

Propone diete differenziate per andare incontro alle esigenze di ognuno, fate un salto da lei per scoprire come la vita può essere molto più gustosa con pochi accorgimenti.

 

Castagne: il metodo per conservarle anche fino a febbraio

Dopo aver raccolto le castagne, fare una bella cernita e eliminare quelle coi buchi, in quanto sono piene di vermi e correreste il rischio di dover buttare tutte le castagne.
Una volta eseguita questa operazione prendete una bella bacinella piena d’acqua e immergete all’interno le castagne appena scelte. Lasciate riposare le castagne all’interno della bacinella per circa 7 giorni.
L’ ottavo giorno estraete le castagne dall’acqua e mettetele ad asciugare, non mettetele mai al sole! Fatele asciugare in un posto fresco e leggermente ventilato. Solitamente le castagne asciugano in due giorni, dunque il secondo giorno vi consiglio di tagliare in due una castagna per verificare che sia completamente asciutta.
Non appena vi siete accorti che le castagne sono asciutte riponetele all’interno di un recipiente pieno di sabbia, assicuratevi che siano coperte per bene sia sotto che sopra.
Ora le vostre castagne sono al sicuro, con questo metodo potete conservarle fino a febbraio.

 


SETTE MOTIVI PER CUI SI E’ STANCHI AL RISVEGLIO

1. Reflusso duodeno-gastrico

Il vostro sonno potrebbe essere disturbato da un reflusso duodeno-gastrico, anche leggero, di cui non siete a conoscenza. Il reflusso può portare il corpo a diversi momenti di risveglio parziale nel corso della notte, rendendo il vostro riposo di cattiva qualità. Il segnale di una cattiva digestione potrebbe essere dato dall’avvertire un cattivo sapore in bocca al momento del risveglio

2. Nicturia  

Si tratta di un disturbo dell’apparato urinario che spinge l’organismo a doversi liberare dell’urina in maniera molto frequente nel corso della notte. Ciò può portare l’individuo a risvegli frequenti o, se il segnale dello stimolo si presenta in maniera più debole, ad avere un sonno piuttosto disturbato.

3. Bruxismo  

Il bruxismo è un’attività inconscia del sistema neuro-muscolare che porta a digrignare i denti inconsapevolmente nel corso della notte, durante il sonno. Il bruxismo causa tensione ai muscoli mascellari e mandibolari e potrebbe provocare un conseguente dolore al collo, sintomo che potrebbe essere presente al momento del risveglio. Il movimento che avviene a livello della bocca coinvolge in realtà tutto l’organismo, che si trova impegnato nell’azione invece di dedicarsi al riposo. 

4. RLS

Si tratta della “Sindrome delle gambe senza riposo”. Nella sua forma primaria essa si manifesta prevalentemente di notte causando una sorta di formicolio agli arti inferiori, per alleviare il quale il corpo si ritrova costretto a muovere frequentemente le gambe, a volte rigirandosi in continuazione. Tale sindrome è in grado di disturbare il sonno provocando dei brevi risvegli durante la notte, che possono mettere a repentaglio un buon riposo. 

5. Difficoltà respiratorie  

Il riposo notturno potrebbe essere disturbato da alcune difficoltà respiratorie, di cui il frequente russare potrebbe essere un sintomo. Il fatto di russare e di avere la necessità di respirare dalla bocca durante il sonno potrebbe indicare la presenza di difficoltà di inspirazione ed espirazione attraverso il naso, che potrebbero essere causate da una deviazione del setto nasale o da altre patologie.

6. Apnea notturna  

L’apnea notturna è una sindrome in grado di provocare interruzioni del respiro della durata anche di dieci secondi. Nei casi di apnea ostruttiva la gola si chiude e non permette all’organismo di ricevere la quantità di ossigeno necessaria per lo volgimento delle proprie funzioni. Il cervello è in grado di avvertire il calo d’apporto d’ossigeno e spinge, di conseguenza, il corpo al risveglio.

7. Perdita del ritmo sonno/veglia  

Un riposo di cattiva qualità può indicare come l’organismo abbia perso il proprio stato di equilibrio nel governare i tempi da dedicare alla veglia ed al riposo. Il naturale bisogno di riposo notturno può risultare disturbato dalla presenza di fonti luminose nella propria stanza durante la notte o di apparecchiature elettroniche lasciate accese o in stand-by.

 

 

OSTEOMED Lab di Cavataio Sebastiano - Via Roberto Moroni, 2 (MM1 Sesto Rondò) - Sesto San Giovanni (MI) - Tel. 02 39 46 26 48

P.IVA 07103880964 - C.F. CVTSST75S18I533S

Titolo del Feed RSS